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Sistemi di controllo basati su tecnologia Profibus per applicazioni di fisica nucleare

La continua evoluzione delle tecnologie basate sui sistemi digitali hanno fortemente modificato le tecniche e metodologie usate nei sistemi di controllo.
In particolare oggi la richiesta di processi distribuiti richiede sistemi intelligenti, dispositivi di controllo e sistemi di misura capaci di comunicare attraverso la rete. Un importante requisito di questi sistemi è l’esigenza di ridurre le connessioni, il ché si traduce nel semplificare la gestione dei sistemi diminuendone le problematiche inerenti alla manutenzione.
I sistemi FieldBus possono rappresentare una valida soluzione per il controllo remoto e per la misura nei sistemi di acquisizione, normalmente applicati nella ricerca sperimentale oggetto della fisica nucleare.
Questo campo di ricerca richiede apparati di controllo distribuiti capaci di lavorare in condizioni particolarmente difficili (campi elettromagnetici elevati, presenza di particelle radioattive, bassa temperatura etc..) ed al tempo stesso bisogna soddisfare i fondamentali requisiti di sicurezza, portatilità e semplicità. La presenza di un gran numero di dispositivi complica ulteriormente la progettazione e realizzazione di tali sistemi di controllo.
Molti dispositivi devono essere controllati localmente, ciò richiede frequenti accessi nelle sale sperimentali. Sfortunatamente, l’ambiente tipico degli esperimenti nucleari non è sicuro; di conseguenza è molto difficile e pericoloso per un operatore umano recarsi all’interno di tali sale sperimentali per modificare i parametri dei sistemi durante quando l’esperimento è in esecuzione. Per questo motivo, l’uso dei sistemi FieldBus rappresenta una valida soluzione poiché fornisce tools per implementare sistemi di controllo remoto; i sistemi ProFiBus (dall’inglese Process FieldBus) sono dei sistemi di comunicazione largamente diffusi nel mondo industriale progettati per soddisfare queste esigenze.

Il lavoro presentato contiene i risultati dell’implementazione di un sistema di controllo remoto basato su tecnologia ProFiBus utilizzato per il controllo di apparati sperimentali per la fisica nucleare.
Il controllo remoto di alcuni apparati rende la gestione dell’esperimento molto più flessibile, eliminando ogni problema derivane dall’esigenza di accedere direttamente nelle sale sperimentali.
Da non trascurare anche il fatto che gli esperimenti di fisica nucleare spesso richiedono l’assemblaggio di sistemi le cui dimensioni sono considerevoli, di conseguenza effettuare accessi frequenti a questi dispositivi può essere oneroso e a volte impossibile.
Il sistema proposto nel suo complesso può essere suddiviso nelle due applicazioni di seguito descritte.
La prima applicazione del sistema ProfiBus è rappresentata dal controllo remoto di un multidetector (costituito da un array bidimensionale di scintillatori allo Ioduro di Cesio) usato per rilevare particelle nucleari come protoni e/o ioni leggeri. L’apparato meccanico deve poter essere movimentato lungo i tre assi x y e z in modo real time senza che il fascio prodotto dagli acceleratori di particelle sia interrotto. Un’altra esigenza stringente è rappresentata dalla precisione della meccanica e quindi dell’elettronica di controllo.
Attraverso l’utilizzo dei sistemi Profi Bus abbiamo implementato il controllo remoto dell’apparato meccanico integrato con un sistema di monitoraggio online della posizione di ogni singolo rivelatore. Tale applicazione ha messo in evidenza i vantaggi derivanti dall’uso dei sistemi Profibus in termini di portabilità e semplicità mediante l’uso di un sistema a singolo bus di comunicazione. L’applicazione presentata ha mostrato buone performance in termini di velocità di rete combinata con una sofisticata interazione dinamica tra la console di comando ed il dispositivo di controllo remoto.
Nella seconda applicazione viene presentata un implementazione di un sistema di controllo del vuoto utilizzato per una camera a vuoto speciale usata per sviluppare e testare sistemi di rivelazione di particelle operanti in condizioni di vuoto spinto. Il sistema nel suo complesso include due pompe da vuoto, due sensori per il vuoto ed un PLC. Le due pompe lavorano in sequenza poiché ognuna di esse opera in un determinato range di pressione. Il PLC viene impiegato per monitorare la pressione nella camera e contiene una logica capace di far commutare il funzionamento di ogni pompa. In questa applicazione si dimostra come sia possibile combinare le caratteristiche dell’intelligenza decentrata, in accordo con la filosofia dei sistemi Field Bus, con stazioni di supervisione, sistemi di controllo (regolatori, PLC, etc.), attuatori e trasduttori che condividono lo stesso bus di comunicazione e che al tempo stesso interagiscono in modi differenti.

Controllo remoto negli esperimenti di fisica nucleare

Come già esposto precedentemente, gli apparati utilizzati negli esperimenti di fisica nucleare sono spesso molto complessi e coinvolgono un gran numero di dispositivi di misura quali sensori ed attuatori. La possibilità di gestire questi dispositivi attraverso un controllo remoto presenta due vantaggi:
1) permette agli operatori di modificare alcuni parametri dell’esperimento senza che questi debbano direttamente accedere alle sale sperimentali;
2) permette di monitorare un gran numero di variabili fondamentali per il buon esito dell’esperimento.
I tipi d’informazione presenti nel sistema possono essere suddivise in due categorie:
· La supervisione dell’impianto ed il controllo dei dati, necessari per il corretto funzionamento del sistema.
Questa informazione viene utilizzata per settare le condizioni operative che meglio si prestano per il corretto eseguimento dell’esperimento. La relativa dinamica è modesta, perciò può essere gestita tramite controllo remoto utilizzando un sistema distribuito.
· L’acquisizione dei dati sperimentali. I segnali solo solitamente ottenuti a frequenze aleatorie e sono caratterizzati da una durata molto piccola (generalmente pochi nanosecondi o meno); di conseguenza essi devono essere memorizzati in loco il ché implica l’utilizzo di sistemi di acquisizione dedicati che rendono l’eventuale trasferimento attraverso un sistema a bus non adeguato.

Il sistema sperimentale a cui ci si riferisce viene utilizzato per studiare le reazioni ed interazioni degli ioni pesanti. La struttura è alloggiata in una sala sperimentale dei Laboratori Nazionali del Sud di Catania che prende il nome di “Neutron Hall” (mostrata in figura 1).
Fig. 1 Neutron Hall.
Tale esperimento è gestito dal gruppo di ricerca C.H.I.C. (Collaboration for Heavy Ion Collision). La struttura sperimentale si compone di una serie di camere a vuoto, con finestre d’osservazione, nelle quali vengono effettuate gli esperimenti di interferometria nucleare. Un fascio di ioni ad energia intermedia (10-50 MeV/A) viene deflesso nel vuoto e quindi convogliato all’interno della camera di reazione attraverso opportuni magneti (visibili nella parte sinistra della fig. 1). Il fascio quindi urtando il bersaglio nucleare durante la collisione genera delle particelle subatomiche le cui caratteristiche vengono acquisite da vari rivelatori ( posti all’interno dei cilindri neri visibili nella fig. 1), di conseguenza i dati generati vengono acquisiti e successivamente analizzati da operatori umani.
Dopo un’attenta analisi dei vari modi di funzionamento del sistema sperimentale abbiamo focalizzato la nostra attenzione nel problema di monitorare i sistemi di controllo dell’esperimento. In effetti abbiamo osservato che questa parte dell’esperimento viene generalmente gestita in modo tradizionale adoperando soluzioni molto semplicistiche.
Spesse volte negli esperimenti di fisica nucleare ci si concentra molto di più nei sistemi di acquisizione dei dati sperimentali che nei sistemi di gestione dell’esperimento stesso trascurando a volte tutta una serie di complicazioni puramente operazionali che potrebbero limitarne la corretta esecuzione. A volte l’insorgere di problemi di questo tipo può limitare l’effettivo tempo di acquisizione dati poiché a volte è necessario sospendere il fascio e quindi rifare un nuovo setup dell’esperimento stesso.

Sulla base di queste considerazioni, abbiamo identificato due punti chiave che influiscono negativamente sui tempi di setup degli apparati sperimentali:

· Il sistema di supporto per gli apparati multirivelatore. Tale sistema, comprendente 13 rivelatori CSi , deve poter essere movimentato durante le varie fasi dell'esperimento in modo da potersi posizionare in punti diversi per ottenere diverse calibrazioni durante le varie fasi di presa dati;

· Le camere da vuoto. Tale sistema rappresenta un componente essenziale per la ricerca da quando i fasci prodotti dagli acceleratori vengono fatti fluire attraverso il vuoto poiché gli ioni pesanti hanno la proprietà di degradare l'energia da essi posseduti quando sono a contatto con l'aria. Quindi dal punto di vista sperimentale le camere a vuoto rappresentano un importante sistema di supporto per la ricerca utilizzato per lo sviluppo e la messa a punto dei rivelatori di particelle.

INTRODUZIONE DI UN FIELDBUS NEGLI ESPERIMENTI

Il FIELDBUS è una tecnologia ben consolidata nei sistemi di controllo. E’ largamente utilizzato negli impianti industriali e sino ad oggi ha una limitata estensione nelle applicazioni sperimentali come quelle qui descritte. Concettualmente un sistema FIELDBUS permette di sostituire un fascio di cavi con un cavo singolo. Questo semplice concetto è una grande innovazione nei processi di controllo dei sistemi di comunicazione, arrecante un cospicua serie di vantaggi (qualcuno direttamente, altri indirettamente) i quali si riflettono nelle metodologie e nelle tecniche usate per la autoprogettazione degli impianti.
I principali vantaggi possono essere descritti come segue:

· Riduzione dei costi dei cavi e quindi della loro installazione, di conseguenza ciò riduce il numero delle scatole di giunzione, delle barriere di insolazione di sicurezza e da non trascurare il problema di eventuali cortocircuiti dovuti ad una cattiva posa in opera.

· Facile addizione o rimozione di dispositivi del sistema senza la necessità di nuovi cavi. Questo è un punto chiave nell’arrangiamento degli esperimenti i quali, diversamente dagli impianti industriali, sono strutture dinamiche continuamente in evoluzione dove l’addizione o la rilocazione di sensori è una frequente occorrenza.

· Riduzione in numero di connessioni per i dispositivi montati su parti mobili. Questo è un innegabile vantaggio in apparati (per es. nelle braccia dei robots o nei supporti mobili dei sistemi di misura) i quali usano un largo numero di dispositivi collegati e per i quali matasse di cavi di interconnessione potrebbero rendere più pesanti e più rigide articolazioni. Una delle due applicazioni qui descritte ha la finalità di far fronte a questo problema.

· Effettuare meno aperture nei muri per passare i cavi. Quando un laboratorio è adattato per evitare perdite di particelle inquinanti questo potrebbe essere un punto importante.


· Risparmio nel peso dei cavi

· Riduzione degli errori di installazione. Nei sistemi complessi il problema degli errori umani nei dispositivi cablati non dovrebbe essere sottovalutato. Quando sono usate centinaia di connessioni può capitare che una connessione risulti errata (causata, per esempio dalla confusione tra due differenti conduttori) , non sempre è possibile rivelare l’errore anche quando il sistema è stato testato. Se è usato un Fieldbus, d’altro canto, i vari dispositivi sono connessi in parallelo, sullo stesso bus o in differenti buses, e solo la configurazione del sistema e l’applicazione software sono responsabili per la corretta esecuzione del flusso di informazioni. E’ possibile implementare moduli software che controlleranno il corretto settaggio del sistema.

· Riduzione dei costi di documentazione. Benché questo non sia una voce importante nella totalità dei costi di un progetto, la fase di produzione della documentazione è una delle più delicate (in vista di possibili aggiornamenti del progetto). Quando l’aggiornamento (come già menzionato un esperimento di fisica nucleare è altamente dinamico) coinvolge variazioni nella disposizione di un certo numero di dispositivi, gli schemi precedenti ed i disegni richiedono considerevoli modificazioni; tutto questo può essere grandemente semplificato se usato un Fieldbus.
I Fieldbus presentano pure tipiche caratteristiche che sono state ottimizzate per le specifiche applicazioni di campo, come descritto in seguito:

· A differenza di altre reti di comunicazione le quali provvedono solamente connessioni uno-a- uno, un Fieldbus provvede connessioni uno-a-molti (multicast) o uno-a-tutti (broadcast) in accordo al tipo di informazione gestita.
· Un sistema Fieldbus fa il possibile per sincronizzare le attività di dispositivi distinti connessi via il bus;
· Un sistema Fieldbus garantisce la qualità dei dati, tramite:
1. l’indicazione della presenza di errori di trasmissione;
2. l’uso di una finestra di tempo che rispecchia il tempo di costrizione imposto dal processo controllato al fine di fornire un tempo-reale di controllo.
· Un sistema Fieldbus può operare in particolari difficoltà climatiche, elettromagnetiche e condizioni di dannose radiazioni.

Oggi, un gran numero di differenti sistemi Fieldbus è disponibile sul mercato. Essi usano differenti meccanismi per l’utilizzo del mezzo di comunicazione. Alcuni di essi, come per esempio il FIP (2) utilizza un controllo di accesso centralizzato mentre CAN, PROFIBUS , P-NET usano un controllo di accesso distribuito. I sistemi ProfiBus grazie alle loro caratteristiche di versatilità e supporto ingegneristico hanno guadagnato un grande porzione di mercato.

CONTROLLO REMOTO DEL MOVIMENTO

La prima applicazione presentata riguarda il controllo remoto di un sistema di movimentazione caratterizzato da tre gradi di libertà per il posizionamento micrometrico di un multidetector comprendente 13 rivelatori Cls light ion.

Fig.2 Modello CAD del sistema di movimentazione realizzato.
La Fig. 2 rappresenta un modello CAD del sistema di posizionamento: esso comprende tre tracce lineari posizionate nelle direzioni dei tre assi Cartesiani: due sono del tipo a barra e sono sistemate, rispettivamente, nella direzione x e y, mentre il movimento nella direzione verticale z è ottenuto per mezzo di una piattaforma supportata da quattro tracce. Ogni traccia è attivata da un motore elettrico brushless accoppiato ad un encoder e un’unità di riduzione di giri; in fine, all’estremità di ogni asse ci sono interruttori finecorsa usati per controllare la massima escursione del sistema meccanico. L’apparato è equipaggiato con sistema di controllo dedicato. La sua architettura è mostrata in Fig. 3, esso comprende un backplane sul quale sono montate tre schede di controllo, ognuna adoperante uno chip specializzato (HP HCTL-1100) per il controllo del motore.
L’interfaccia si compone di 3 porte a 8 bit:
· porta A, bidirezionale dedicata allo scambio di dati da e per i registri del chip di controllo;
· porta B, una porta di input, usata per leggere lo stato dei finecorsa;
· porta C, porta di output utilizzata per indirizzare i chips e per generare i segnali di sincronizzazione.
Fig. 3 Schema del sistema di controllo.
Il sistema è completato da una interfaccia GUI (Graphix User Interface) costruita ad hoc per il sistema, mostrata in Fig. 4, la quale permette di gestire il funzionamento dell’intero sistema. La parte centrale dell’interfaccia fornisce una visione in tempo reale dello stato della piattaforma mobile. La parte più bassa dell’interfaccia fornisce alcuni comandi per il controllo del sistema in accordo con i tre gradi di libertà.
Fig. 4 Interfaccia di controllo (GUI).

SISTEMI REMOTI PER LA GENERAZIONE DEL VUOTO

La seconda applicazione presentata è un sistema di supporto per lo sviluppo e la messa appunto di un rivelatore di particelle. Uno schema completo dell’impianto è riportato in Fig. 5; esso comprende una camera di vuoto, una pompa rotativa di pre vuoto, una turbo pompa per creare il vuoto, un indicatore visivo di pressione, due trasduttori di pressione per valori settati tra 1*10-3 ÷ 1*103 mbar e 1*10-9 ÷ 1*10-3 mbar, quattro elettrovalvole, due per il ritorno dell’aria e due per l’estrazione dell’aria dalla camera (pre vacuum e vacuum).

FIG. 5 Schema del sistema per la generazione del vuoto.
Il controllo remoto del vuoto deve eseguire i seguenti compiti:
- Monitoraggio e regolazione automatica della pressione nella camera in base ad un valore assegnato;
- Possibilità di intervento remoto su ognuno dei dispositivi attivati

La Fig. 6 mostra lo schema a blocchi della porzione di rete del Profibus dedicata al controllo del sistema del vuoto, includendo la stazione di supervisione per il controllo remoto dei parametri, un PLC per il controllo locale del sistema di vuoto e un secondo dispositivo slave usato per acquisire i dati della misurazione della pressione.

Fig.6 Schema del sistema di controllo remoto per il vuto.
Il compito del PLC è quello di ricevere informazioni dalla stazione di supervisione concernente il tipo di controllo che deve essere applicato (automatico o manuale) e, in caso di controllo automatico, il valore assegnato per la pressione; sulla base di questa informazione, il PLC deve sincronizzare la sequenza di attivazione delle pompe e delle elettrovalvole in modo da permettere il raggiungimento della pressione assegnata.
Le operazioni rappresentate dal sistema di controllo possono essere descritte come segue:
· un circuito di acquisizione converte le misurazioni analogiche della pressione in dati binari i quali passano per asservire l’unità 2;
· la stazione di supervisione Applicom (Unità Master 1) ha il compito di fornire al PLC il livello di pressione corrente, per fare ciò esso scansiona ciclicamente l’unità 2 ogni 100 ms), converte le misurazioni in binario ed esegue un algoritmo di correzione per eliminare il rumore delle misure;
· quando è attivato il controllo automatico, il PLC utilizza l’informazione della pressione ottenuta dalla Master Unit 1, assieme al valore settato dall’operatore, applica il suo algoritmo di controllo agli attuatori e conseguentemente regola la pressione nella camera.

Interfaccia di comando

La Fig. 7 mostra l’interfaccia di controllo che permette all’operatore di gestire remotamente l’intero sistema per il controllo del vuoto nella camera. La parte centrale del pannello di controllo riproduce uno schema dell’impianto insieme con gli indicatori delle operazioni: ogni indicazione colorata in verde indica che il dispositivo associato è attivo, per esempio una pompa o una elettrovalvola è aperta; rosso indica i rimanenti stati.

Fig. 7 Interfaccia GUI per il controllo del vuoto.
I due sensori di pressione hanno due indicatori a led; l’accensione di uno indica quale dei due dispositivi è stato correntemente selezionato per acquisire le misurazioni della pressione. Sulla parte alte destra sono situati due doisplay: il primo è un grafico scorrevole in scala semi-logaritmica mostrante l’andamento della pressione nella camera; il secondo visualizza la pressione corrente in mbar.
Il pannello principale contiene un numero di pulsanti, uno per ogni stato di controllo dell’algoritmo locale. Il pannello di diagnosi ha due indicatori: Errore di sistema, il quale indica la presenza di malfunzionamento dello strumento che fornisce la pressione trasdotta, e Turbo 80%, il quale informa l’utilizzatore che l’80% della massima velocità della turbina è stato raggiunto.

CONCLUSIONI

In questa documento abbiamo presentato i risultati ottenuti attraverso l’uso della Tecnologia Fieldbus nella ricerca in Fisica Nucleare.
In particolare abbiamo studiato come integrare sistemi di controllo distribuiti attraverso il Profibus per due specifiche applicazioni:
la prima applicazione riguarda il controllo remoto di un rivelatore complesso (costituito di un set di rivelatori dimensionali) usato per rivelare ioni leggeri. Questo sistema può essere mosso in tempo reale, con molta grande precisione in tre differenti direzioni, richiedendo il controllo di tre differenti motori che muovono i rivelatori. La seconda applicazione riguardante una implementazione di un sistema di controllo del vuoto di una camera speciale usata per lo sviluppo ed il collaudo di rivelatori di particelle

I risultati che abbiamo ottenuti ci incoraggiano a continuare in questa direzione. Il sistema può essere facilmente espanso ed è possibile integrare nuovi dispositivi senza apportare alcuna modifica nel sistema di comunicazione. Inoltre, è pure possibile migliorare la velocità di rete (il data rate del Profibus può essere incrementato fino a 12 Mbps), in questo modo essendo disponibile una banda più estesa, è possibile controllare in real timei un numero maggiore di dispositivi.

 
 
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